Questa settimana l’Osservatorio apre con i programmi di loyalty come strumento strategico di pricing e con due modelli dal settore aereo che offrono spunti concreti sui ricavi dai servizi extra. Sul fronte operativo, un’analisi inedita svela i costi nascosti dell’upselling alla reception.
Marriott e Hilton insieme detengono circa sette miliardi di dollari in punti fedeltà non ancora riscattati dai propri soci. Lungi dall’essere un rischio, questo dato segnala la forza dei programmi di loyalty come generatori di ospiti ad alto valore: chi aderisce spende sistematicamente di più per soggiorno rispetto al cliente ordinario. Per le strutture indipendenti, la lezione operativa è chiara: costruire meccanismi di fidelizzazione — anche semplici — è una leva di pricing strutturale, non un extra facoltativo.
Fonte: Skift https://skift.com/2026/04/05/the-7-billion-loyalty-iou-what-marriott-and-hilton-owe-members/
Le compagnie aeree lo hanno capito da anni con i programmi “destination”: l’esperienza non finisce con il trasporto. Accor sta applicando la stessa logica all’hospitality, puntando su programmazione culturale, preservazione del patrimonio e partnership creative come fonti di differenziazione a lungo termine. Per un hotel indipendente, il principio è trasferibile in scala ridotta: collaborare con realtà culturali locali — musei, artigiani, festival — trasforma il soggiorno in un’esperienza difficile da replicare online o da un concorrente di prezzo.
Fonte: Skift https://skift.com/2026/04/07/accor-cultural-programming-hospitality/
La reception non è solo un costo operativo: è uno dei canali di vendita incrementale più sottovalutati e meno correttamente misurati. Un programma di upselling che genera 47.000 dollari di ricavi aggiuntivi a trimestre porta con sé ore di formazione, incentivi, supervisione e tempi di transazione più lunghi (da 3 a 7 minuti per check-in). Con un tasso di conversione del 15%, il personale gestisce 85 proposte infruttuose per ogni 15 upgrade venduti: un costo di lavoro che non compare in nessun report. Misurarlo è il primo passo per ottimizzarlo.
Fonte: CityShift Finance https://cityshiftfinance.com/hotel-labor-management-hotel-front-desk-upsell-labor-cost-revenue/
Rispetto al punto di partenza della trasformazione, Air India ha moltiplicato per 2,6 i propri ricavi dai servizi extra e raddoppiato i profitti per passeggero sui canali diretti rispetto a quelli indiretti. A trainare il cambiamento sono stati un booking engine proprietario, un’app riprogettata, sistemi di pricing dinamico e pacchetti bundle integrati. In due anni, la quota di prenotazioni dirette è salita dal 15% al 20%. Per il settore alberghiero, questo modello conferma che investire nella propria infrastruttura di vendita diretta può generare un ritorno misurabile sull’upselling.
Fonte: Air India Newsroom https://www.airindia.com/in/en/newsroom/articles/Rebuilding-the-commercial-engine-Air-India-s-transformation-for-profitable-growth.html
Chi gestisce una struttura lo sa: il check-in non è l’unica finestra di vendita. ZIPAIR, compagnia aerea digitale giapponese, ha costruito un ecosistema commerciale che genera il 20% dei ricavi da servizi ancillari, suddivisi in tre categorie: aria (bagagli, pasti), viaggio (assicurazioni, noleggi) e non-aria (souvenir, lifestyle). Gli acquisti avvengono prima, durante e dopo il volo tramite i dispositivi personali dei passeggeri. L’hotel ha la stessa opportunità lungo il guest journey: prima dell’arrivo, durante il soggiorno e dopo il check-out.
Fonte: WebInTravel https://www.webintravel.com/from-seats-to-sales-how-zipair-is-rewriting-airline-retail/
Sul fronte nazionale, un’indagine sul settore ricettivo pubblicata da Hotel Domani restituisce una fotografia aggiornata del livello di adozione tecnologica: l’85% degli operatori prevede di destinare almeno il 5% del budget IT all’intelligenza artificiale nel 2026, mentre l’82% si aspetta un aumento del suo utilizzo nei prossimi dodici mesi. Il dato strutturale è il passaggio dalla fase esplorativa all’implementazione concreta: per chi gestisce una struttura, il vantaggio competitivo non si costruisce limitandosi a valutare gli strumenti, ma adottando soluzioni specifiche.
Fonte: Hotel Domani https://www.hoteldomani.it/lai-in-hotel-le-linee-guida-per-aiutare-gli-albergatori/
Starbucks ha trasformato il proprio programma fedeltà in un vero ecosistema commerciale. Con oltre 30 milioni di membri attivi nei soli Stati Uniti, Starbucks Rewards genera più del 50% delle transazioni complessive. Il meccanismo è semplice ma molto efficace: l’app mobile suggerisce prodotti food personalizzati in base allo storico degli ordini e al momento della giornata, inserendo proposte di cross-selling durante il processo di acquisto digitale. I membri acquistano con una frequenza tre volte superiore rispetto ai non iscritti e lo scontrino medio dei clienti digitali supera quello dei clienti tradizionali. La gamification — con sfide settimanali e bonus stars — incentiva comportamenti d’acquisto specifici senza risultare invasiva. Si crea così un circolo virtuoso: la loyalty genera dati, i dati migliorano la personalizzazione, la personalizzazione rafforza la loyalty e aumenta la spesa.
Il modello Starbucks offre indicazioni trasferibili anche a strutture ricettive di piccole dimensioni. Un programma di fedeltà non richiede necessariamente un’app: può partire da una comunicazione pre-arrivo personalizzata basata sullo storico del cliente, proponendo upgrade e servizi davvero pertinenti. Anche un QR code in camera che rimanda al menu del room service con suggerimenti come “I più ordinati” o “Il sommelier consiglia” riproduce la logica del cross-selling contestuale. Nelle strutture con clientela ricorrente, registrare preferenze come il tipo di cuscino, il piano o i servizi già utilizzati trasforma ogni soggiorno successivo in un’opportunità di upselling mirato. Per un hotel con il 30% di clienti abituali, anche l’introduzione di un programma base può tradursi in un aumento del 10-15% del valore per soggiorno.
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Buona settimana e buon upselling.
Osservatorio Upselling Ricettivo / StayMore