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Luglio #2

Marriott e Hilton stanno ridisegnando la distribuzione alberghiera tra intelligenza artificiale e canale diretto. In Italia, il sorpasso della prenotazione diretta rispetto a Booking.com rilevato da Blastness e le nuove regole AGCM sulle recensioni confermano lo stesso principio: chi presidia dati, canale e loyalty trattiene il margine. Questa edizione approfondisce inoltre il ruolo del F&B come leva strategica per lo sviluppo dei ricavi ancillari.

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In Evidenza

Estate 2026, il canale diretto scavalca Booking.com anche sui volumi (non solo sull'ADR)

Sul fronte nazionale la disintermediazione cambia direzione, almeno per una fetta di mercato. Secondo Blastness, nel portafoglio dei propri hotel clienti, caratterizzato da una forte presenza del segmento lusso, nell’estate 2026 il canale diretto ha generato in media 335 euro a camera, contro i 274 euro di Booking.com: il 22% in più. Per la prima volta, il diretto supera Booking.com anche nei volumi, con una quota del 32% contro il 31%, mentre le altre OTA si fermano al 21%. Il transato diretto tocca gli 811 milioni di euro. Nel segmento cinque stelle l’ADR del canale diretto batte Booking.com del 30%. Il RevPAR dell’alta gamma cresce del 62% dal 2019 al 2025 e gli hotel più digitalizzati segnano un +94% di vendite dai siti ufficiali. Attenzione però al metodo: sono numeri di un singolo fornitore sui propri clienti, non una media di settore. Su scala nazionale, infatti, SiteMinder colloca ancora Booking.com al primo posto per ricavi da sette anni consecutivi, con il sito diretto in terza posizione.

Fonte: HotelManagerLab https://hotelmanagerlab.it/risorse/magazine/blastness-diretto-batte-booking-estate-2026

Recensioni online: le nuove regole AGCM, cosa verificare entro il 15 luglio

Il 77% degli italiani legge le recensioni prima di prenotare una struttura ricettiva, e a livello globale il giudizio degli ospiti pesa per circa 152 miliardi di dollari di consumi l’anno (dato Codacons). Un capitale reputazionale che ora ha regole più stringenti. Il 30 giugno 2026 l’AGCM ha aperto una consultazione pubblica sullo schema di linee guida attuative della Legge PMI (L. 34/2026, artt. 18-23), in vigore già dal 7 aprile e applicabile a ristorazione, turismo, strutture ricettive e termali. Tre i paletti principali da tenere a mente: la recensione va rilasciata entro 30 giorni dalla fruizione, decade dopo 2 anni, e deve risultare autentica e priva di condizionamento. La legge è già vigente, mentre lo schema di linee guida resta in consultazione fino al 15 luglio. Gli strumenti operativi, quindi, vanno ancora letti al condizionale. Per chi gestisce recensioni verificate, monitorare l’evoluzione del provvedimento prima della scadenza diventa un passaggio strategico.

Fonte: HotelManagerLab https://hotelmanagerlab.it/risorse/magazine/recensioni-online-regole-antitrust-2026

Distribuzione & AI Search

Marriott elimina le commissioni OTA, ma cede il controllo della scoperta del viaggio

Mentre Marriott celebra l’addio alle commissioni OTA grazie alla partnership con Google, il risparmio si scontra con un problema più sottile: chi controlla davvero il momento in cui l’ospite decide dove dormire? L’accordo permette di prenotare direttamente all’interno dell’interfaccia AI Mode, ma la fase di scoperta del viaggio avviene su un livello che la catena non ha costruito, non possiede e non può modificare. Marriott prevede di investire fino a 1,1 miliardi di dollari in tecnologia nel 2026, quota rilevante destinata alla trasformazione digitale. Il vero rischio si chiama “priority search experience”: nei prodotti travel di Google le posizioni prioritarie sono storicamente vendute all’asta, quindi l’accordo potrebbe evolvere in un listino a pagamento. La disintermediazione dalle OTA non è scomparsa: si è solo spostata più a monte, verso chi possiede ricerca e dati di sessione. Per gli albergatori italiani, il nodo distributivo si gioca sempre più prima della prenotazione.

Fonte: Hospitality Net https://www.hospitalitynet.org/opinion/4133310/marriott-solved-the-discovery-problem-it-traded-one-intermediary-for-another

Hilton apre una connessione diretta con Navan: un intermediario in meno nel corporate travel

Hilton ha aperto una connessione di prenotazione diretta con Navan, piattaforma di travel management corporate, saltando gli intermediari tradizionali della distribuzione business. La mossa segna il primo passo di una strategia più ampia per ridisegnare il modo in cui i viaggiatori d’affari prenotano le camere. Per chi si occupa di distribuzione alberghiera, gli elementi chiave sono tre. La connessione abilita prenotazioni attribute-based, con upgrade di camera standardizzati e prezzati direttamente dalla catena. Mette pressione sugli incumbent del corporate travel, da Amex GBT ad Amadeus e HRS, chiamati a rispondere con soluzioni proprie di connessione diretta. E, soprattutto, riporta il controllo del retailing nelle mani dell’hotel, sottraendolo all’intermediario. Per l’hotel indipendente italiano, la lezione riguarda il canale corporate: ogni connessione diretta con un acquirente aziendale significa margine trattenuto su ricavi ancillari e merchandising, invece che ceduto a chi sta in mezzo.

Fonte: Skift https://skift.com/2026/07/07/hilton-opens-direct-line-to-navan-cutting-out-corporate-travel-middlemen/

La corsa a controllare la distribuzione nell'era degli agenti AI

Chi controllerà la prenotazione quando a scegliere la struttura non sarà più un ospite davanti a un sito, ma un assistente AI? Expedia Group, Booking.com e Trip.com Group si contendono proprio questo ruolo: diventare lo strato infrastrutturale a cui gli agenti AI si appoggiano per completare una prenotazione. La posta in gioco non è solo tecnica: chi controlla questo livello presidia anche la relazione con l’ospite e i suoi dati, cioè la base su cui si costruiscono loyalty, remarketing e vendita ripetuta. Per gli affitti brevi il rischio è ancora più diretto, perché i property manager dipendono già da Airbnb e Vrbo per la distribuzione e restano fuori dal tavolo in cui si decide chi gestirà il livello AI della prenotazione. La disintermediazione cambia forma, ma non scompare: il pericolo concreto è diventare invisibili quando la scelta e la prenotazione passano da un’interfaccia che non si controlla. Un motivo in più per rafforzare fin da ora canale diretto, dati proprietari e relazione con l’ospite.

Fonte: Skift https://skift.com/2026/07/06/the-race-to-own-str-distribution-just-got-a-lot-more-complex/

Ancillary & F&B Revenue

F&B alberghiero: la crescita dei ricavi nasce dall'esperienza, non dai margini forzati

Il ricavo da F&B per camera occupata cresce del 3,8% nel 2025, superando l’incremento del ricavo totale delle strutture ricettive. Secondo un’analisi CBRE, il Food & Beverage si conferma l’unico segmento in crescita mentre altri indicatori rallentano. In Indigo Road Hospitality Group, fondato da Steve Palmer, il F&B genera dal 40% al 70% del ricavo totale grazie a concept “destination-level” capaci di attrarre sia gli ospiti sia la clientela del territorio. Per Palmer il risultato non nasce da un’ingegnerizzazione aggressiva dei margini, ma da un impegno costante verso l’esperienza dell’ospite: quando il servizio è curato nei dettagli, l’aumento dei ricavi diventa una conseguenza, non l’obiettivo diretto dell’operazione. Per gli hotel italiani il F&B resta una leva spesso sottoutilizzata: format capaci di attrarre anche i residenti, oltre agli ospiti in struttura, aumentano la resa per metro quadro senza sacrificare la qualità del servizio.

Fonte: Lodging Magazine https://lodgingmagazine.com/the-soul-of-the-house-why-fb-hospitality-is-a-powerful-revenue-strategy/

Focus Italia

Hilton Milan: quando design e F&B raccontano la città per aumentare il valore del soggiorno

Milano, dopo Expo, non è più solo una destinazione di lavoro. Chi arriva in città per business cerca sempre più spesso anche un ristorante da provare, un quartiere da scoprire, un’esperienza da portare con sé. E gli hotel del capoluogo sono chiamati a rispondere con la stessa rapidità con cui evolve il mercato. Hilton Milan riapre dopo un restyling completo con il claim “Breeze of Milan”, pensato per trasmettere la milanesità in ogni fase del soggiorno: design, ristorazione, esperienze locali. Il general manager Daniele Fabbri lo descrive come la sintesi di ciò che l’ospite deve percepire dall’ingresso alla colazione. A guidare questa trasformazione è il bleisure: i viaggiatori d’affari prolungano sempre più spesso la permanenza per piacere personale. In questo scenario, F&B ed esperienze sul territorio diventano leve di posizionamento, non più semplici servizi accessori, oltre che strumenti per aumentare il ricavo per ospite. Per gli hotel italiani la lezione è concreta: collegare ristorazione, design e proposte locali al senso del luogo significa aumentare il valore percepito e favorire soggiorni più lunghi.

Fonte: Hotel Domani https://www.hoteldomani.it/dal-design-al-foodbeverage-latmosfera-di-milano-definisce-il-nuovo-volto-dellhilton-milan/

Case Study

Perché il vero tesoro di American Airlines non sono gli aerei, ma 115 milioni di iscritti

American Airlines è la più grande compagnia aerea al mondo per passeggeri, ma il suo asset più prezioso non vola. AAdvantage, il programma fedeltà lanciato nel 1981, durante la ristrutturazione della compagnia è stato valutato 31,5 miliardi di dollari: più dell’intera flotta. Il vero motore non sono i voli, ma la vendita di miglia. Le carte co-branded con Citi e Barclays permettono ai clienti di accumularle sugli acquisti quotidiani. American le rivende poi alle banche a prezzo premium, generando liquidità ad alto margine: circa 5,9 miliardi di dollari l’anno solo dal canale delle carte di credito. Il resto lo fa la concentrazione della spesa. I membri elite, pur rappresentando una minoranza, generano oltre il 60% dei ricavi della compagnia. Un Executive Platinum spende in media tre volte di più per volo rispetto a un membro base e acquista molti più servizi ancillari, dagli upgrade ai bagagli fino all’accesso alle lounge. La lezione è chiara: conta più la quota di portafoglio di un cliente fedele che il numero di transazioni occasionali.

Applicazione per hotel italiani

Lo stesso principio si applica alle strutture con clientela ricorrente: il valore non è nel singolo soggiorno, ma nel database proprietario di ospiti, arricchito da dati dettagliati su preferenze e comportamenti di spesa. I membri “elite”, quel 10-20% di clienti che spende di più, meritano riconoscimento personalizzato e benefit esclusivi, perché generano una quota rilevante del ricavo. È lo stesso filo conduttore del canale diretto di cui parliamo in questa edizione: chi possiede la relazione e i dati dell’ospite trattiene il margine. La monetizzazione B2B può tradursi in partnership con tour operator, servizi premium locali o aziende del territorio che acquistano “crediti fedeltà” dell’hotel per i propri clienti. Un canale di acquisizione ad alto valore, con un costo marginale quasi nullo.

Algoritmi di ricerca, nuove linee corporate, programmi fedeltà: il punto resta lo stesso. La domanda per l’estate è una sola: chi possiede davvero la relazione con il tuo ospite? Presidiarla oggi, prima che lo faccia qualcun altro, è l'azione strategica più importante.

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