Staymore

Luglio #3

Questa settimana partiamo da un dato che riguarda da vicino gli albergatori italiani: a giugno il 61% delle prenotazioni è transitato dalle OTA, la quota più alta d’Europa. Dai nuovi equilibri della distribuzione globale alle strategie per rafforzare il canale diretto, fino al valore generato oltre il semplice soggiorno, emerge un filo conduttore chiaro: per difendere il margine, è essenziale mantenere il controllo della relazione con l’ospite.

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In Evidenza

Hotel italiani: il 61% delle camere vendute tramite le OTA

A giugno 2026 il 61,3% delle camere degli hotel italiani è stato venduto tramite le OTA, in crescita del 13,4% rispetto al 2025. È il tasso di saturazione più alto d’Europa, superiore a quello di Spagna (53,3%) e Francia (52,3%), secondo la rilevazione di The Data Appeal Company per l’Ufficio di statistica del Ministero del Turismo. Anche le previsioni per l’estate confermano il primato italiano: tra giugno e agosto, la quota di camere vendute tramite le piattaforme online dovrebbe attestarsi al 51,2%. Nel frattempo, nel primo trimestre dell’anno, le notti prenotate nell’Unione europea attraverso operatori come Booking, Airbnb ed Expedia sono cresciute del 9,7%. Dietro questi numeri emerge però una dipendenza crescente dall’intermediazione, con un impatto diretto sulla redditività: per ogni camera venduta tramite OTA, le strutture pagano commissioni comprese tra il 15% e il 25%. Recuperare anche solo pochi punti percentuali sul canale diretto può quindi generare più valore di un aumento della tariffa, perché si traduce in margine netto che rimane all’hotel.

Fonte: HotelManagerLab https://hotelmanagerlab.it/risorse/magazine/hotel-italia-dipendenza-ota-2026

Distribuzione & AI Search

Distribuzione alberghiera, gli equilibri cambiano: Agoda supera Booking

Secondo un nuovo report di D-Edge sulla distribuzione alberghiera nell’area Asia-Pacifico, il mercato è entrato in una fase più selettiva: dopo la crescita post-pandemia, l’aumento della domanda non è più sufficiente, da solo, a garantire risultati. Le OTA continuano a rappresentare circa l’83% delle prenotazioni nella regione, ma due dinamiche meritano attenzione anche in Europa: Agoda ha superato Booking.com diventando il primo canale di distribuzione, mentre i grossisti (wholesaler) hanno quasi triplicato la propria quota. Nel frattempo, il canale diretto resta sotto pressione. Il segnale per gli albergatori è che gli equilibri distributivi non sono mai stabili: quando una piattaforma guadagna terreno, possono cambiare commissioni e visibilità. Affidarsi a una sola OTA significa dipendere da un partner che può ridefinire le regole da un trimestre all’altro. Diversificare i canali e rafforzare la prenotazione diretta è la strategia più efficace per non subire i continui cambiamenti del mercato.

Fonte: Phocuswire https://www.phocuswire.com/news/distribution/apac-hotel-distribution-slower-growth-rising-regional-otas-direct-channels-under-pressure

Radisson punta sull’AI per difendere la prenotazione diretta

Quando un ospite trova su Booking.com o Google Hotels una tariffa più conveniente per lo stesso hotel, la prenotazione tende a spostarsi su quel canale, con una conseguente perdita di margine per la struttura. Radisson Hotel Group prova a ribaltare la dinamica con una tecnologia AI che rileva in tempo reale le tariffe più basse su sette tra le maggiori piattaforme (Booking.com, Expedia, Hotels.com, Agoda, Priceline, Trip.com, MakeMyTrip) e le allinea automaticamente su RadissonHotels.com. Il sistema sostituisce il tradizionale meccanismo della “best rate guarantee”, che richiedeva al cliente di inviare reclami o screenshot, con un adeguamento immediato e automatico, attivo in tutte le strutture del gruppo. La logica può essere applicata, su scala più contenuta, anche dagli hotel indipendenti: assicurare che chi prenota sul sito ufficiale non trovi condizioni migliori altrove è il primo passo per proteggere il margine dalle commissioni. Se gestita correttamente, la parità tariffaria non è soltanto una regola distributiva, ma diventa un vero argomento di vendita per il canale diretto.

Fonte: Antara News https://en.antaranews.com/news/422201/radisson-hotel-group-launches-hospitality-industry-leading-ai-powered-real-time-price-matching-technology

Airbnb ed Ennismore: il vero valore è controllare la domanda

Tra commissioni OTA che assorbono il 20-25% dei ricavi delle camere, e canoni di affiliazione ai soft brand compresi tra l’8% e il 17%, un hotel di design indipendente può cedere agli intermediari fino a un terzo del proprio fatturato. È il tema che Skift pone al centro della sua analisi sulla possibile quotazione in Borsa di Ennismore, il gruppo lifestyle di Accor valutato circa 3,7 miliardi di dollari. La tesi è chiara: il vero valore non risiede nel possesso degli hotel, ma nella capacità di controllare e indirizzare la domanda. Airbnb, per esempio, potrebbe avere interesse a proporre agli hotel commissioni più contenute, nell’ordine dell’8-10%. Il motivo è strategico: il 55% degli utenti che prenota un hotel sulla piattaforma prenota anche una casa entro i dodici mesi successivi. Per gli albergatori il messaggio è concreto: il costo di distribuzione è una delle leve che incidono maggiormente sul margine. Chi è in grado di generare domanda propria, a condizioni più vantaggiose rispetto alle OTA, crea più valore di qualsiasi sconto applicato alla tariffa.

Fonte: Skift https://skift.com/2026/07/14/airbnbs-best-hotel-strategy-is-sitting-in-ennismores-ipo-filing/

Ancillary & F&B Revenue

Frontier aggiunge il wi-fi premium: la lezione delle low cost

Le compagnie low cost lo hanno capito da tempo: il ricavo non si esaurisce nel prezzo del biglietto, ma cresce attraverso i servizi aggiuntivi che il passeggero sceglie di acquistare. Frontier Airlines installerà la connettività satellitare Starlink su tutta la flotta a partire dal 2027, diventando la prima compagnia aerea ultra-low-cost statunitense ad adottarla. L’iniziativa rientra in una strategia più ampia di ampliamento dell’offerta: il vettore ha già introdotto poltrone business e rinnovato il programma fedeltà per attrarre viaggiatori con una maggiore capacità di spesa. La lezione per il settore alberghiero è immediata. Anche una piccola struttura può aumentare il margine proponendo servizi a pagamento – dalla connettività premium ai comfort in camera, fino a esperienze e attenzioni dedicate – senza modificare il proprio posizionamento. La camera resta il prodotto centrale, ma non è più l’unico a produrre margine.

Fonte: Skift https://skift.com/2026/07/14/frontier-airlines-to-install-starlink-premium-push/

Focus Italia

Affitti brevi, CleanBnB cresce più in valore che in volume

Mentre il dibattito normativo sugli affitti brevi resta acceso, i numeri raccontano un settore che cresce soprattutto in valore, più che in volume. CleanBnB, operatore italiano di gestione professionale delle locazioni brevi, ha chiuso il primo semestre 2026 con 61.527 soggiorni e un volume lordo di prenotazioni pari a 23,83 milioni di euro. Il risultato segna una crescita del 3% rispetto al 2025, nonostante una riduzione del 2% dei pernottamenti gestiti. A sostenere la performance è stato soprattutto l’aumento del valore medio per soggiorno, salito oltre i 387 euro, il 5% in più rispetto ai 368 euro dell’anno precedente. Il messaggio è chiaro: la redditività non dipende soltanto dal vendere più camere, ma dalla capacità di aumentare il valore di ogni prenotazione. Tecnologia, qualità del servizio e standard operativi elevati permettono di valorizzare l’immobile e intercettare una domanda disposta a spendere di più.

💡 PER L’ALBERGATORE
Analizza il valore medio delle prenotazioni ricevute negli ultimi sei mesi e confrontalo con quello dello stesso periodo dell’anno precedente. Se aumentano le notti vendute ma non l’incasso medio, concentrati su un’unica azione: proponi due o tre servizi a pagamento – come early check-in, transfer o cesto di benvenuto – già nella conferma di prenotazione e misura quanti ospiti li acquistano.

Fonte: Guida Viaggi https://www.guidaviaggi.it/2026/07/15/affitti-brevi-cleanbnb-aumenta-ricavi-e-valore-medio/

Case Study

Come Sephora genera l’80% delle vendite dai propri clienti, senza dipendere dagli intermediari

Nel settore beauty, il prodotto è spesso identico ovunque: lo stesso rossetto si compra da Sephora, in profumeria o su un marketplace, anche a prezzo inferiore. Per non perdere il cliente, Sephora ha smesso di competere sul prezzo e ha investito nella costruzione di una relazione diretta. Il programma Beauty Insider si sviluppa su tre livelli, determinati dalla spesa annuale: uno gratuito e due riservati a chi supera rispettivamente 350 e 1.000 dollari. A ogni livello corrispondono vantaggi crescenti, tra cui campioni gratuiti, accesso anticipato ai nuovi prodotti, eventi in negozio e sessioni di make-up. Al centro dell’ecosistema c’è anche una community digitale, nella quale gli iscritti condividono recensioni, consigli ed esperienze. I dati di acquisto alimentano inoltre raccomandazioni personalizzate, rendendo l’interazione con il brand sempre più rilevante per il singolo cliente. I risultati mostrano il valore di una relazione proprietaria: oltre 34 milioni di membri nei soli Stati Uniti, clienti dei livelli più alti che spendono fino a 10 volte di più della base, tassi di fidelizzazione superiori all’85% e, soprattutto, l’80% delle vendite generato dagli iscritti al programma. Il vantaggio competitivo non nasce quindi da uno sconto, ma da un legame. È questo che spinge il cliente a tornare direttamente al brand, invece di cercare ogni volta un’alternativa altrove.

Applicazione per hotel italiani

Per una struttura che vede il 61% delle camere vendute tramite le OTA, la lezione di Sephora è immediata: la fedeltà non si acquista con uno sconto, ma si costruisce nel tempo attraverso la relazione. Un programma a livelli, con soglie di spesa chiare e trasparenti (per esempio Silver a 500 euro, Gold a 2.000 e Platinum a 5.000) rende il percorso ben visibile, concreto e desiderabile. Ogni passaggio può sbloccare benefici crescenti, incentivando l’ospite a tornare e a concentrare le proprie prenotazioni sul canale diretto della struttura. Il vero moltiplicatore, però, è la community: un gruppo selezionato di ospiti fidelizzati a cui offrire anteprime sui nuovi servizi, inviti a eventi esclusivi e attenzioni personalizzate sulla base dello storico dei soggiorni, dalla camera preferita alle abitudini al ristorante o in spa. È un tipo di relazione che nessuna OTA può replicare. Ed è proprio questo legame a dare all’ospite una ragione concreta per tornare e prenotare direttamente.

Un algoritmo che ridisegna gli equilibri distributivi, una tecnologia che protegge la tariffa, un servizio che genera valore oltre la camera. La domanda dell’estate resta una: quanto della tua relazione con l'ospite è ancora in mano a qualcun altro?
Iniziare a riprenderne il controllo, un canale e una prenotazione alla volta, è il passo concreto da compiere questa settimana.

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