Staymore

Luglio #4

Le OTA presidiano il traffico anche sui motori AI. Per gli hotel la sfida resta la stessa: rendere visibile e prenotabile ciò che già offrono, dal ristorante alle camere. Anche l’arrivo in Italia del noleggio auto di Airbnb conferma una tendenza: valorizzare servizi esistenti, non inventarne di nuovi.

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Distribuzione & AI Search

Il vero rischio AI per gli hotel? Che le OTA comprino anche quel traffico

Nell’era dell’AI il vero rischio per gli hotel non è la disintermediazione. È che le OTA comprino anche quel traffico, come hanno già fatto con quello di Google. Airbnb, Booking Holdings, Expedia e Trip.com hanno speso oltre 20 miliardi di dollari in marketing nel 2025. È una cifra pari al 50% dei ricavi di Expedia e al 30% di quelli di Booking Holdings. Secondo Trustpilot, in Italia il 34% degli intervistati usa già l’AI per pianificare un viaggio. Solo l’11% dichiara di prenotare tramite questo canale: l’AI genera quindi interesse, non ancora transazioni dirette. Le commissioni restano tra il 15% e il 30% del valore della prenotazione, secondo BCG e il Tisch Center della NYU. Ed è questo il dato che conta davvero. La mossa utile oggi è semplice: cercare la propria struttura su ChatGPT, Gemini e Claude e verificare come viene descritta. Meglio farlo prima che anche questo canale diventi costoso quanto la ricerca a pagamento.

Fonte: HotelManagerLab https://hotelmanagerlab.it/risorse/magazine/ai-non-disintermedia-ota-margini

Le OTA non perdono clienti con l'AI, perdono margine

Una nota della banca d’investimento BTIG ha testato Gemini, ChatGPT e Claude su richieste di viaggio: buoni risultati per ispirazione e itinerari, ma nessuna vera personalizzazione, prezzi solo indicativi e nessuna prenotazione completata. Le piattaforme AI generano appena lo 0,4% del traffico verso le OTA, contro il 40% della ricerca a pagamento. Se la sostituzione arriverà, sarà lenta. Bernstein interpreta però lo stesso scenario in senso opposto: un cambio di paradigma dirompente quanto l’ingresso di Google nel turismo. Per chi gestisce una struttura, la lezione resta la stessa: la spesa marketing ritorna sotto forma di commissioni. Ogni prenotazione diretta recuperata vale più di qualsiasi previsione sull’intelligenza artificiale.

Fonte: PhocusWire https://www.phocuswire.com/news/online/ota-ai-margin-pressure-disintermediation

Se ChatGPT non ti cita, per il cliente non esisti

Quando un viaggiatore chiede a ChatGPT quale sia il miglior boutique hotel della città, il tuo nome compare o resta fuori dalla risposta? Secondo Horwath HTL, tre fattori determinano la citazione: la profondità dei contenuti sul sito diretto, la coerenza dei dati tra sito, Google Business e portali, e l’accessibilità tecnica. Quest’ultima riguarda in particolare schema markup e permessi concessi ai crawler come GPTBot e ClaudeBot. A ottobre 2025 ChatGPT ha raggiunto 800 milioni di utenti settimanali. Negli Stati Uniti, secondo Deloitte, l’uso dell’AI generativa nella pianificazione dei viaggi è passato dall’8% nel 2023 al 24% nel 2025. Negli audit condotti da Horwath nell’area Asia-Pacifico, le citazioni dei modelli provengono soprattutto da OTA e contenuti editoriali di terzi, mentre i siti diretti restano indietro. Essere presenti su Booking, quindi, non significa comparire anche nelle risposte di un assistente AI. L’azione utile è semplice: effettuare ogni trimestre un audit delle principali query su ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity.

Fonte: Horwath HTL https://horwathhtl.com/insight/ranking-referred-or-ignored-how-ai-is-rewriting-hotel-discoverability

Ancillary & F&B Revenue

Il problema non è la mancanza di ricavi, ma l'opportunità che l’hotel non concede all’ospite di spendere di più

La maggior parte degli hotel non ha un problema di ricavi: ma di opportunità non colte. Lo sostiene Julia Krebs, docente e consulente di Les Roches-Marbella. Secondo lei gli ospiti sono pronti a spendere di più, ma il linguaggio, il tempismo e la scarsa visibilità dei servizi glielo impediscono. Rinominare il late check-out in “relaxation extension” ha aumentato i ricavi del 30%. Una spa costiera in Spagna restava ferma al 31% di utilizzo, perché l’informazione emergeva solo al secondo giorno. In un’altra struttura, la reception sapeva descrivere appena 3 delle 14 esperienze disponibili. Le finestre di maggiore ricettività sono i primi 30 minuti dopo il check-in, le 48-72 ore prima dell’arrivo e la fascia tra le 21 e le 23. Un hotel da 200 camere, con un’occupazione del 75%, che porta la spesa ancillare da 50 a 100 euro per ospite può generare 4,1 milioni di euro l’anno. Senza vendere una sola notte in più.

Fonte: Hospitality Net https://www.hospitalitynet.org/opinion/4133460/the-psychology-of-revenue-leakage-why-your-guests-want-to-spend-more-and-why-your-hotel-wont-let-them.html

Quando l'ospite è uno studente: la nuova diversificazione degli hotel

Accor porterà il marchio JO&JOE in almeno cinque progetti di student housing in Francia insieme ad Aken Écosystèmes. Meliá, intanto, tratta con Stoneshield, il fondo che detiene il 9,5% del gruppo, per gestire residenze universitarie. Il modello dell’ospitalità ibrida è stato anticipato dall’olandese The Social Hub, oggi presente con 21 strutture. Durante l’anno accademico ospita studenti; nelle pause trasforma l’inventario in camere per turisti, soggiorni prolungati e spazi di coworking. Gli operatori privati gestiscono oggi il 36% dei posti letto universitari in Europa, contro il 20% di dieci anni fa. Una crescita su cui si muove anche Hilton, attraverso programmi fedeltà e marchi legati al mondo universitario. Il vantaggio è la diversificazione su quattro flussi di ricavo. Una base di occupazione prevedibile consente infatti alla componente alberghiera di puntare sulla tariffa più che sul volume. Restano però rischi assicurativi legati alla presenza di ospiti minorenni non accompagnati: un costo da valutare prima di replicare lo stesso modello.

Fonte: Skift https://skift.com/2026/07/20/hotel-brands-circle-student-housing-4-income-streams

Esperienze & Cultura

Si prenota l'hotel per il ristorante, non più il contrario

Secondo il report di OpenTable, il 60% dei viaggiatori dichiara di aver scelto un hotel quest’estate proprio per il suo ristorante. Il 61%, invece, ha deciso prima la destinazione in base alla qualità dell’offerta gastronomica. La ristorazione alberghiera cresce del 13% anno su anno tra i viaggiatori e del 7% sul totale dei consumatori. Non è più una semplice tappa dell’itinerario, ma uno dei fattori che orientano la scelta. Tra la Gen Z, l’88% prenota i ristoranti prima della partenza e il 46% lo fa nello stesso momento in cui riserva la camera. Cresce del 30% anche la cena in solitaria, mentre il 92% ha già mangiato in un ristorante d’hotel senza pernottare nella struttura. Per Kyle Connaughton, chef del tre stelle Michelin SingleThread, un grande ristorante d’albergo immerge l’ospite nella cultura locale. Per una struttura italiana, la lezione è chiara: un buon ristorante non è un servizio accessorio, ma può diventare la ragione stessa della prenotazione.

Fonte: Hotel Dive https://www.hoteldive.com/news/hotel-restaurant-travel-booking-trends/825399

Focus Italia

Airbnb non vende più solo alloggi: arriva il noleggio auto

Sul fronte nazionale, Airbnb amplia ancora la propria offerta oltre l’alloggio: la piattaforma lancia il noleggio auto anche in Italia. È uno dei primi cinque mercati al mondo, insieme a Stati Uniti, Francia, Spagna e Australia. Il servizio nasce dalla partnership con CarTrawler, società irlandese del gruppo Expedia specializzata in mobilità. Permette di noleggiare auto di Avis, Hertz, Budget ed Enterprise direttamente in app. Come incentivo, l’ospite riceve un credito Airbnb pari al 20% del valore del primo noleggio, fino a un massimo di 200 dollari, spendibile su soggiorni ed esperienze future. La mossa rientra nella strategia di Airbnb per trasformarsi in una piattaforma di viaggio completa, in concorrenza diretta con le agenzie online. Per chi gestisce appartamenti o una struttura indipendente il messaggio è chiaro: anche un singolo servizio ancillare esterno, offerto in partnership, può generare credito da reinvestire nella fidelizzazione, senza alcun costo operativo.

💡 PER L’ALBERGATORE
Verifica entro questa settimana se un partner locale per il noleggio auto o il servizio navetta può essere proposto già nella conferma di prenotazione. Anche senza integrazioni tecniche, un link dedicato o un codice sconto aumenta il valore percepito e crea una prima fonte misurabile di ricavi ancillari sulle prenotazioni dirette.

Fonte: L’Agenzia di Viaggi https://www.lagenziadiviaggimag.it/airbnb-sceglie-cartrawler-per-il-noleggio-auto/

Case Study

Come 11,99 dollari al mese hanno riportato i clienti da Panera tre volte più spesso

Panera Bread, catena americana fast casual con oltre 2.100 locali, usciva dalla pandemia con un problema comune a molti operatori della ristorazione: clienti meno fedeli e sempre più sensibili al prezzo. Invece di rispondere con gli sconti, nel 2020 ha lanciato l’Unlimited Sip Club, un abbonamento mensile che offre bevande illimitate, tra caffè, tè, limonate e soft drink. Il prezzo, inizialmente fissato a 8,99 dollari e poi salito a 11,99, è volutamente contenuto: l’obiettivo non è generare margine sulla bevanda, ma aumentare la frequenza delle visite. La logica è quella del costo già sostenuto: una volta pagato l’abbonamento, tornare diventa conveniente. E ogni visita per una bevanda inclusa crea l’occasione per aggiungere qualcosa al vassoio. I risultati hanno confermato l’intuizione. Gli abbonati visitano i locali in media tre volte in più al mese rispetto ai non iscritti e spendono complessivamente il 70% in più, soprattutto grazie al cibo acquistato insieme alla bevanda. La retention del programma supera il 90%. L’abbonamento, in altre parole, non vende bevande: compra frequenza. E la frequenza si trasforma in scontrino.

Applicazione per hotel italiani

Un hotel possiede lo stesso asset di Panera: uno spazio food & beverage sottoutilizzato per molte ore della giornata. Non si tratta di replicare l’abbonamento, ma di adottarne la logica: acquistare frequenza con un prodotto accessibile e ad alta ripetizione. Una formula colazione mensile per chi lavora in zona o una tessera aperitivo per i residenti può riempire momenti di minore affluenza con clienti che non pernottano. Da lì, il resto viene quasi naturalmente: chi frequenta il bar scopre la sala meeting, prova il ristorante, valuta la spa. È lo stesso principio della ristorazione come leva di prenotazione: la relazione con l’hotel può iniziare a tavola, molto prima della camera.

Un motore AI decide se citarti. Un ospite, invece, decide se hai davvero qualcosa da offrirgli. La domanda della settimana è la stessa: ciò che proponi è visibile nel momento esatto in cui qualcuno lo sta cercando?
Rendere prenotabile ciò che esiste già costa molto meno che creare un nuovo servizio.

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